
Se sette anni (ufficialmente dal 2002) sembrano tanti per la ratifica di uno standard Wi-Fi, di fatto è già qualche anno che i produttori hanno cominciato a rilasciare dispositivi definiti quantomeno compatibili (draft) con lo standard 802.11n in progress, visto che i 300Mbps rappresentano una velocità appetibile per quanti (tanti, ormai) fanno della comunicazione senza fili una priorità di risorse.
La pubblicazione definitiva dei documenti delle specifiche dello standard da parte dell'organismo competente IEEE è prevista per metà-Ottobre (sempre fatti salvi eventuali ulteriori ritardi dell'ultima ora che si dovessero verificare in maniera inattesa).

A 52-anni di distanza dal lancio della prima radio a transistor, Sanyo ha deciso di rinverdire gli antichi fasti con il rilascio della nuova Internet Radio dotata di built-in WiFi modello R227, dedicata alla ricezione di stazioni/podcast via web: ovviamente il dispositivo funziona anche per l'ascolto di trasmissioni tradizionali in FM, ma il suo punto di forza è proprio nella possibilità di riuscire a esplorare le radio che trasmettono su internet e di consentire una visualizzazione in automatico delle stazioni on-line, già opportunamente classificate per genere e nazione di riferimento.
Specifiche: Ethernet socket, input per MP3/WMA player, output per connettere un possibile sistema esterno audio che si dovesse eventualmente trovare nelle sue vicinanze, supporto per AAC, AIFF, MP3, RM, WAV, WMA e playlist (M3V) salvate su computer opportunamente collegato. Dimensioni: 215x140x110mm.
Il lancio avviene sul territorio canadese per assecondare, a quanto pare, i gusti della popolazione locale e la natura stessa del territorio che non consente una diffusione capillare delle stazioni su onde corte terrestri.
Disponibilità prossima a 219.99 Dollari (canadesi?).

Immaginare un mondo in cui tutta la tecnologia wireless di cui si abbia bisogno possa essere trasmessa non tramite onde radio, come accade ora, ma per mezzo della luce prodotta dai bulbi delle lampade poste sopra le nostre teste, non sarebbe cosa da poco, tanto più che, guardacaso, alla facoltà di Ingegneria dell'Università di Boston stanno proprio sviluppando nel merito una simile tecnologia.
I vantaggi indotti di una simile innovazione potrebbero essere in primo luogo legati alla velocità della trasmissione dei dati, ben conoscendo i valori di trasferimento raggiungibili dalle onde luminose, oltre che alla sicurezza delle informazioni inviate, in quanto le onde radio passano i muri e non impiegano nulla per arrivare in strada, per la luce, si presume, basterebbe semplicemente accollarsi la briga di accostare le persiane.

Cambridge Consultants ha annunciato Iona, una low-power Wi-Fi radio sviluppata e lanciata su piattaforma RadioPro di CSR. Prodotti similari daranno bella mostra di sè nei negozi in tempo per la arrembante stagione delle feste, ma per il dispositivo in questione si determinerà un vantaggio non di poco conto, rispetto agli articoli simili della concorrenza, in relazione al suo prezzo finale di vendita: la proposta è di tutto rispetto e raggiunge il limite dei 15 dollari. Il supporto si spinge fino a 10.000 stazioni radio disponibili tramite apposito portale compiacente, espressamente approntato allo scopo.
La WiFi-radio si basa sul chip low-power UniFi, soluzione single-chip Wi-Fi e sul Multimedia Application Processor (MAP), su DSP con codec stereo. Durata prevista intorno alle 25 ore di streaming (batteria da 1500mAh).

Ufficializzato nel corso della Macworld Conference e Expo di San Francisco, con largo anticipo sulla disponibilità effettiva rispetto alle costumanze abituali di Apple ("shipping today" era la frase preferita al termine dela presentazione di un nuovo prodotto), l'Apple iPhone non possiede, per il momento, alcun riferimento contemporaneo di dispositivo analogo di paragone, come accade di solito per i prodotti realmente innovativi, in termini di comparazioni di funzioni e di prestazioni fornite. L'unico richiamo possibile, se proprio se ne vuole cercare uno, non appare essere tanto quello dello smartphone o dell'apparecchio telefonico integrato, qualunque esso sia, almeno nelle versioni a noi note, quanto piuttosto quella di un apparato di comunicazione molto evoluto rispetto alla media dei prodotti in commercio, da intendersi come reale all-media comunicator portatile, in quanto l'iPhone attinge a tutte le modalità di comunicazione mobili conosciute, fatta eccezione forse per la sola DMB-TV. Il prodotto proposto integra almeno tre differenti tipologie di comunicazione e svago.
Le innovazioni tecniche sono molte, ma la più macroscopica è senza dubbio quella dello schermo Multi-Touch, un sistema che consente un uso spregiudicato di quello che fino a oggi non era altro che un componente, al massimo da toccare in maniera puntiforme (dita o stilo) per ottenere una univoca risposta alle singole richieste dell'utente: il display dell'iPhone funziona solo con le dita e consente quello che in altre situazioni, anche nei computer desktop evoluti, non è possibile realizzare se con con un mouse in combinazione quantomeno con una tastiera, vale a dire un sistema multi-finger che tramite semplice scorrimento delle dita è in grado di produrre uno scrolling accurato di documenti e indici, oltre che riconoscere ogni doppio click eseguito, così come di procedere, a esempio, a ingrandimenti/riduzioni di immagini tramite avvicinamento/allontanamento di due dita fatte scivolare sullo schermo.