
Google, o chi per lei, in più occasioni ha dato segno di non temere più di tanto qualsiasi eventuale azione legale si dovesse muovere nei suoi confronti in relazione alla violazione di brevetti di proprietà intellettuale sopra Android (anzi qualcuno esplicitamente ha dichiarato la pratica come puro "divertimento legale"), ma è notizia di oggi che il gigante di Mountain View, se in facciata dimostra sicurezza, dietro il cortile comincia comunque a prendere qualche precauzione in più rispetto alle sole dichiarazioni rassicuranti di prammatica dei suoi stimati dirigenti: oggi arriva la notizia di un accordo stipulato con International Business Machines Corp. (IBM) per un allargamento del portfolio brevetti dell'azienda, nell'ottica di riuscire a costruire una solida base a cui evidentemente appoggiarsi in caso di problemi derivanti dall'attacco congiunto nei tribunali dai relativi "concorrenti" in affari.
La giustificazione addotta di un simile operato proviene direttamente da una nota e-mail ufficiale di ieri che fa riferimento alla pratica usuale di molte compagnie tecnologiche di acquisire brevetti ritenuti rilevanti al business complessivo dell'azienda.
[Come dal "divertimento legale" si sia passati in pochi giorni alla "preoccupazione semi-seria" resta un mistero, fatto sì è che di brevetti purtroppo ci sarà molto di cui discutere (anche nell'imminente futuro)]